Latest Posts

Reti locali di produzione e consumo di energia

main

di Paolo Scattoni

C’è una petizione che chiede al Parlamento di approvare al più presto una norma che permetta di realizzare reti locali di produzione e distribuzione di energia elettrica. Una possibilità del genere aprirebbe prospettive oggi neppure completamente immaginabili.

Lascio il riferimento alla petizione:

https://www.change.org/p/al-presidente-del-consiglio-paolo-gentiloni-scambiare-o-vendere-energie-rinnovabili-sia-libero-per-tutti?source_location=minibar

Qui sotto trovate anche gli ultimi aggiornamenti: continua a leggere

Wemos D1 ESP8266 – primi passi per una facile migrazione

screen_impostazioni

di Marco Lombardi

Nel precedente articolo abbiamo visto una scheda con lo stesso layout della UNO: la Wemos D1 “R1”.

Per utilizzarla con l’IDE di Arduino non dobbiamo fare altro che aggiungere il supporto alla board attraverso il menu “File->Impostazioni” inserendo nel campo “URL aggiuntive per Gestore schede:” il seguente indirizzo:

http://arduino.esp8266.com/stable/package_esp8266com_index.json

Una volta cliccato su “Ok” sarranno scaricate tutte le librerie necessarie e al successivo riavvio della IDE sotto il menu “Strumenti” alla voce “Scheda:” avrete la possibilità di selezionare la board Wemos D1 “R1” con chip ESP8266. continua a leggere

Wemos D1 ESP8266 vs Arduino UNO

u4354_2

di Marco Lombardi

Era da tempo che volevo provare un modulo WiFi basato sul chip ESP8266 e la scelta è ricaduta su una shield economica (con scarsa documentazione disponibile) che ospita a bordo il modello ESP-12F.

Per fortuna in rete è disponibile un’ampia documentazione e librerie in costante aggiornamento ma far funzionare la shield è stata un’impresa…causa un errore di progettazione della stessa sono stato costretto ad una modifica hardware. Rimane comunque una buona scelta visto il costo e la presenza di un regolatore di tensione che evita di usare un’alimentazione separata (il chip ESP8266 lavora a 3.3V contro i canonici 5V della quasi totalità dell’elettronica che spesso utilizziamo con Arduino e simili). L’unico vero difetto è la velocità di comunicazione con la board di Arduino che avviene in modalità seriale virtuale, troppo limitata per gestire grandi quantità di dati e connessioni multiple. continua a leggere

Progressi progetto “aulapulita” – parte 5

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

di Marco Lombardi

Finalmente il prototipo di AULAPULITA “standalone” ha la sua scatola. Si tratta di una scatola ad incastro, disegnata in CAD e realizzata in cartonlegno da 3mm, il materiale utilizzato è stato tagliato con una macchina CNC dotata di testa di taglio pneumatica . La stessa scatola può essere anche stampata in 3d adeguando opportunamente il file CAD di partenza. I due led posti sotto il piccolo monitor lcd indicano eventuali problemi ai sensori.

In queste settimane anche AULAPULITA “connected” si è evoluta sino a diventare un modulo funzionante che può dialogare facilmente con la rete internet. Una volta connessi al webserver la pagina di benvenuto mostra quattro link: Device status,  Current log, Stored log files e Network setup. continua a leggere

Progressi progetto “aulapulita” – parte 4

2016-08-27 16.21.48

di Marco Lombardi

Sono giunto alla definizione del primo prototipo di centralina AULAPULITA “standalone” funzionante, ho abbandonato definitivamente la breadbord per passare ad una shield per prototipi e adesso tutti i collegamenti avvengono tramite cavetti con connettori Dupont femmina-femmina. In questo modo il prototipo può essere messo in scatola e quindi può agevolmente essere posizionato nell’ambiente da monitorare senza paura che qualcuno possa danneggiare la centralina. continua a leggere

Progressi progetto “aulapulita” – parte 3

di Marco Lombardi

Il modulo “standalone” è alla versione 0.1a e il codice è stato pubblicato su GitHub insieme allo schema disegnato con Fritzing. Rispetto al primo schema pubblicato su questo blog ci sono state due importanti modifiche che hanno variato anche il codice. La prima modifica è stata fatta per aver maggiore compatibilità con tutta la famiglia Arduino e suoi cloni, ho perciò connesso il K30 in modalità I2C anziché in modalità UART, questo ci permette anche di riutilizzare parte del codice su altre piattaforme di sviluppo perché questo è stato completamente svincolato dalle libreria necessarie al K30 in modalità UART che sono vecchie di qualche anno. Questa modifica ha reso necessario la sostituzione del modulo RTC, passando al PCF8563 poichè il DS1307 è risultato incompatibile con il K30 in modalità I2C (comunicano con l’Arduino con lo stesso identificativo e non è possibile variarlo). continua a leggere

Progressi progetto “aulapulita” – parte 2

aulapulita_bb

di Marco Lombardi

 

Dopo molto silenzio (causa esami e lavoro) non ci siamo più sentiti. Rifaccio dunque un po’ di storia. Il progetto “aulapulita” prosegue e come noto nasce durante il primo corso Arduino nel 2015 durante la spiegazione dei sensori. Viene riportata l’informazione sulla diminuzione della concentrazione e produttività oltre una certa soglia di CO2. Si pensa così di utilizzare il sensore MQ135, a bassissimo costo, che potrebbe fornire i dati necessari e “avvertire” quando la soglia di CO2 viene superata. Purtroppo quell’ipotesi si rivela impraticabile perché il sensore MQ135 richiede tempi di riscaldamento di circa 24 ore e ha limiti di misurazione troppo bassi per un applicazione del genere. Va inoltre settato e verificata la bontà della calibrazione con uno strumento professionale (non disponibile). Sarebbe bastato un’interruzione di corrente a bloccare le rilevazioni per diverse ore. continua a leggere

Cari maker, non perdiamoci di vista

Schermata del 2016-07-20 23:00:36

di Paolo Scattoni

I risultati degli esami di maturità per professionale e tecnico di meccatronica sono andati al di là delle più ottimistiche aspettative, sicuramente per le votazioni finali, ma anche e soprattutto per i prodotti che sono stati portati all’esame. I progetti condotti dagli studenti di oggi erano inimmaginabili sino a due anni fa. Questi risultati non debbono essere dispersi. Si potrebbe intanto pensare alla pubblicazione delle tesine di accompagnamento, magari con qualche piccola modifica se necessario. Ad esempio se quanto realizzato si è ispirato ad altri progetti, non lo si deve nascondere, basta citare correttamente. In fondo il movimento maker è proprio basato su questo. Riuscire a far progredire questo movimento è basato su un lavoro comune a distanza e non.. continua a leggere